Oriana Fallaci CONTRO Prodi: La VERITÀ NASCOSTA Nella Lettera al Corriere! Rivelazione BOMBA!

Oriana Fallaci torna a far tremare le fondamenta della politica italiana. La sua lettera incendiaria del 2003, pubblicata dal Corriere della Sera, accusa Romano Prodi di complicità con l’Islam radicale e di un’Europa arrendevole. Vent’anni dopo, quelle parole risuonano come un grido profetico, ignorato e rimosso dalla memoria collettiva.

Nel 2003, la Fallaci, penna più audace del giornalismo italiano, non si è risparmiata nel criticare Prodi. Lo ha accusato di vigliaccheria e tradimento, affermando che non rappresentava l’Europa che lei amava. La lettera è un documento che merita di essere riscoperto, un atto di accusa contro l’ipocrisia delle istituzioni europee.

La Fallaci ha denunciato la mancanza di una risposta forte al terrorismo islamico, evidenziando la paura di offendere che dominava il dibattito politico. Le sue parole, oggi, sembrano profetiche: l’Europa continua a cedere ai ricatti e alle pressioni, mentre l’Italia si piega al consenso europeo.

Perché, allora, nessuno parla più di quella lettera? La risposta è inquietante: disturbava l’immagine rassicurante di Prodi e le narrative europeiste. Oggi, la Fallaci è ricordata per la sua carriera, ma le sue posizioni critiche post-11 settembre vengono accuratamente ignorate.

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Nel silenzio che ha seguito la pubblicazione della lettera, Prodi non ha risposto. Questo silenzio, per molti, è stata una conferma delle accuse di Fallaci. La sua intenzione non era provocare polemiche, ma risvegliare le coscienze. Eppure, la risposta è stata l’indifferenza.

Oggi, rileggere quella lettera è scioccante. I temi affrontati dalla Fallaci rimangono attuali: la paura di affrontare l’Islam politico e l’atteggiamento remissivo delle istituzioni europee. L’Europa, come temeva, continua a non alzare la testa di fronte alle sfide globali.

La domanda è inevitabile: e se Fallaci avesse avuto ragione? La sua lettera è stata un’esagerazione o una profezia ignorata? Perché i media evitano di affrontare questo argomento come fosse materiale radioattivo? La verità è che la memoria storica viene selezionata in base alla convenienza politica.

Fallaci, con il suo stile provocatorio, ha messo in discussione l’identità europea. La sua critica non era solo politica, ma morale: l’identità non può essere costruita sul compromesso. La sua frase, “preferisco urtare se questo serve a difendere ciò che siamo”, suona come un avvertimento dimenticato.

Il sistema ha deciso di silenziare Fallaci non con la censura, ma con la rimozione. È tempo di riportare alla luce queste verità, non per giudicare, ma per conoscere. Senza memoria, la democrazia è solo una recita. Oggi, la memoria storica viene manipolata, mentre Fallaci rimane una figura scomoda e potente.

Non lasciamo che altri decidano cosa ricordare. Leggi, informati, parla e condividi. Solo così possiamo restituire voce a chi ha parlato per tutti noi. La verità di Oriana Fallaci è un capitolo cruciale della nostra storia che non possiamo permetterci di dimenticare.