Giovedì 26 giugno 2025, Roma ha detto addio ad Alvaro Vitali, icona della commedia italiana, in un funerale privato a San Pancrazio. La sua scomparsa, avvenuta il 24 giugno dopo una lunga battaglia contro la broncopolmonite, ha lasciato un vuoto incolmabile nel cuore di amici e fan.
Tra le assenze più pesanti, quella di Lino Banfi ha suscitato polemiche e interrogativi. Impegnato a Vieste, Banfi ha condiviso un video toccante su Facebook, esprimendo il suo rammarico per non aver potuto essere presente. “Mi dispiace non averti potuto accontentare in certe cose”, ha detto, evidenziando il dolore per la perdita di un amico.
Carlo Verdone, presente al funerale, ha ricordato Vitali con commozione: “Mi ha regalato la sua amicizia e professionalità”. Le sue parole hanno risuonato in una chiesa silenziosa, dove solo gli amici più cari si sono riuniti per un ultimo saluto. La mancanza di riflettori ha reso l’addio ancora più intimo, come Vitali avrebbe voluto.
La tristezza per la sua morte si è unita alle critiche sul sistema che ha dimenticato un grande artista. Vitali, con 150 film all’attivo e collaborazioni con registi del calibro di Fellini e Sordi, è stato spesso trascurato, ma ora viene celebrato come un genio. Dove erano tutti quando chiedeva lavoro?
Il racconto degli ultimi istanti di Vitali è straziante. Dopo aver lasciato l’ospedale, è morto tra le braccia del suo assistente Manolo, mentre cercava di tornare a casa. Un momento drammatico che ha colpito profondamente chi lo conosceva, come Maurizio Pontillo, barista a Casalpalocco, che ha notato il suo crescente affaticamento.
Oggi, una generazione intera piange la perdita di un uomo che ha fatto ridere l’Italia. “Alvaro era buono, un’anima gentile”, ha detto l’attrice Nadia Bengala, sottolineando come spesso sia stato dimenticato. La nostalgia per il suo personaggio Pierino è palpabile, un simbolo di un’epoca che ora sembra lontana.
In un momento di grande tristezza, invitiamo i lettori a condividere un ricordo o una risata in onore di Alvaro Vitali. Metti un like per rendere omaggio a un uomo che ha saputo far sorridere un intero Paese. La sua eredità vive nei cuori di chi ha avuto il privilegio di conoscerlo e di ridere con lui.