“Numerosi colpi, lividi e bugie”. Il caso della piccola Beatrice e l’autopsia che deve fare chiarezza

“Numerosi colpi, lividi e bugie”. Il caso della piccola Beatrice e l’autopsia che deve fare chiarezza

È iniziata a Imperia l’autopsia sul corpo della piccola Beatrice, la bimba di due anni trovata senza vita nel suo lettino nella zona di Morghe, sulle alture di Bordighera. Un esame decisivo, affidato al medico legale Francesco Ventura, chiamato a stabilire con precisione le cause e l’orario del decesso, in un caso che la Procura considera già particolarmente grave.Bordighera: Beatrice morta per trauma cranico. L'autopsia smentisce la madre?  - La Stampa

Al centro dell’indagine c’è la madre della bambina, Manuela Aiello, attualmente detenuta con l’accusa di omicidio preterintenzionale. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, la piccola sarebbe stata vittima di percosse ripetute e violente, incompatibili con semplici incidenti domestici come quelli inizialmente raccontati dalla donna.

Le versioni fornite dalla madre vengono oggi considerate dagli investigatori non attendibili. Aiello avrebbe attribuito i lividi a cadute accidentali, parlando di scale o della culla, ma tali spiegazioni non avrebbero trovato riscontro né nei controlli sanitari né nelle valutazioni medico-legali. Gli ematomi sul corpo della bambina sarebbero invece compatibili con traumi ripetuti provocati da oggetti contundenti.

Secondo l’ipotesi accusatoria, la morte della bambina sarebbe avvenuta nella notte tra l’8 e il 9 febbraio nell’abitazione del compagno della donna a Perinaldo. Da lì si sarebbe poi sviluppata una ricostruzione ritenuta dagli inquirenti una possibile messa in scena: la madre avrebbe trasportato il corpo già privo di vita fino alla propria abitazione, dove avrebbe poi chiamato i soccorsi sostenendo un improvviso malore della figlia.

Un altro elemento centrale riguarda proprio la tempistica del decesso. Dalle valutazioni preliminari emerge l’ipotesi che la bambina fosse già morta da diverse ore nel momento in cui sarebbe stata riportata a casa, circostanza che rafforzerebbe, secondo la Procura, il sospetto di una condotta consapevole.Beatrice trovata morta a 2 anni, uccisa da «numerosi e violenti colpi». I lividi  e le bugie della madre: cosa deve chiarire l'autopsia - Open

Particolarmente rilevante anche il quadro comportamentale ricostruito dagli investigatori. La donna non avrebbe portato la figlia in ospedale nonostante le evidenti ecchimosi, scelta che per gli inquirenti avrebbe evitato controlli medici e possibili segnalazioni. Inoltre, alcune testimonianze raccolte riferiscono di episodi di violenza precedenti, mai denunciati e sempre giustificati come semplici cadute.

Nel corso dell’indagine è emerso anche il tema del compagno della donna, la cui identità sarebbe stata rivelata solo successivamente agli inquirenti. Un ritardo nella collaborazione che il giudice ha definito significativo ai fini della valutazione del comportamento della madre nelle ore successive al decesso.

Ora tutto è nelle mani dell’autopsia, che dovrà confermare o smentire il quadro tracciato finora dagli investigatori. Saranno i risultati medico-legali a stabilire con esattezza cosa abbia provocato la morte della bambina e a chiarire se si sia trattato davvero di una sequenza di violenze o di un evento diverso da quanto ipotizzato.

Per la Procura di Imperia, però, il quadro indiziario appare già orientato verso una responsabilità diretta. Resta comunque aperta la fase più delicata dell’indagine, quella in cui la verità scientifica dovrà incrociarsi con le ricostruzioni investigative.