Nuovo capitolo mediatico sul caso Garlasco, tornato al centro del dibattito televisivo durante la trasmissione Dritto e Rovescio su Rete 4. In studio, insieme all’ex avvocato di Andrea Sempio, Massimo Lovati, il giornalista Carmelo Abbate ha rilanciato un’affermazione destinata a far discutere, sostenendo che durante una convocazione investigativa l’indagato avrebbe “confessato tutto”.
Secondo quanto riportato da un utente su X, Abbate si sarebbe rivolto direttamente al legale con parole molto dure: “Lovati è qui, perché non dice che gli inquirenti di Milano sanno tutto poiché quando è stato convocato lui, Lovati ha confessato tutto, mentre ai giornalisti ha sempre mentito”. L’intervento avrebbe creato tensione in studio, con lo stesso utente che ha descritto un clima di imbarazzo e silenzio tra i presenti.
Nel corso del dibattito, il giornalista ha anche contestato alcune fasi della precedente indagine sul delitto, facendo riferimento alla gestione degli atti e alla circolazione di documentazione tra consulenze e difese. In particolare, Abbate ha sollevato dubbi sull’accesso a materiale investigativo relativo al Dna e ad altre perizie, ritenute da lui centrali nella ricostruzione del caso.
Parallelamente, l’attenzione resta concentrata sulla posizione di Andrea Sempio. I suoi legali hanno confermato che l’indagato non si sottoporrà alla consulenza psichiatrica richiesta dalla Procura di Pavia. Lo psichiatra incaricato, Roberto Catanesi, procederà comunque con l’analisi basandosi esclusivamente su atti, documenti e materiale già sequestrato, senza un colloquio diretto con l’indagato.
La decisione della difesa non cambia la linea degli inquirenti, che considerano l’accertamento uno degli elementi utili nell’ambito dell’inchiesta. Dal lato opposto, i legali contestano l’impostazione della consulenza, ribadendo la necessità che il quadro accusatorio sia prima supportato da riscontri solidi.
Le dichiarazioni emerse in trasmissione, soprattutto quelle attribuite al giornalista, hanno immediatamente riacceso il dibattito social e mediatico attorno al caso, che a distanza di quasi vent’anni continua a produrre nuove interpretazioni, polemiche e ricostruzioni contrastanti. Al momento, tuttavia, non esistono conferme ufficiali delle affermazioni riportate nel dibattito televisivo, che restano nell’ambito delle dichiarazioni giornalistiche e del confronto mediatico.


