Delitto di Garlasco, il legale di Alberto Stasi indagato per diffamazione dopo la denuncia di Stefania Cappa

Delitto di Garlasco, il legale di Alberto Stasi indagato per diffamazione dopo la denuncia di Stefania Cappa

Nuovo capitolo nella complessa vicenda giudiziaria legata al delitto di Garlasco. Antonio De Rensis, avvocato di Alberto Stasi, risulta indagato dalla Procura di Milano con l’ipotesi di diffamazione ai danni di Stefania Cappa, una delle cugine di Chiara Poggi. Nello stesso procedimento risultano coinvolti anche l’ex carabiniere di Garlasco Francesco Marchetto e l’inviato de Le Iene Alessandro Di Giuseppe.Stefania Cappa denuncia Antonio De Rensis (legale Alberto Stasi) per  diffamazione, lui replica: «Non ho paura di nessun cognome»

L’indagine nasce da una denuncia presentata dall’avvocato Antonio Marino, legale di Stefania Cappa, che nei mesi scorsi aveva segnalato una serie di presunte insinuazioni e ricostruzioni ritenute lesive dell’immagine della sua assistita. Inizialmente l’esposto faceva riferimento alle ipotesi di istigazione a delinquere finalizzata alla diffamazione e alla calunnia, ma la Procura avrebbe successivamente ricondotto il fascicolo al reato di diffamazione.

La denuncia e il ruolo delle gemelle Cappa

Stefania e Paola Cappa, cugine della vittima, non sono mai state indagate per l’omicidio di Chiara Poggi e risultano estranee all’inchiesta. Tuttavia, con la riapertura delle indagini che vedono Andrea Sempio accusato dell’omicidio, i loro nomi sono tornati più volte al centro del dibattito mediatico.

Secondo quanto emerso, la denuncia sarebbe stata supportata anche da un’attività investigativa privata commissionata dalla stessa Stefania Cappa già nei mesi precedenti. Tra gli episodi richiamati nell’esposto figura anche la vicenda degli scavi effettuati nel maggio 2025 a Tromello, nei pressi di un immobile collegato alla famiglia Cappa. Le ricerche, avviate dopo una nuova segnalazione investigativa, non portarono però al ritrovamento dell’arma del delitto.

Le tensioni attorno alla nuova inchiesta

L’apertura del fascicolo per diffamazione si inserisce nel clima sempre più acceso che accompagna il nuovo filone investigativo sul caso Garlasco. Da una parte la Procura di Pavia sostiene la nuova ipotesi accusatoria nei confronti di Andrea Sempio; dall’altra proseguono le iniziative della difesa di Alberto Stasi, condannato in via definitiva nel 2015.

Negli ultimi mesi il dibattito pubblico è stato caratterizzato da indiscrezioni, testimonianze, consulenze tecniche e ricostruzioni mediatiche che hanno riportato sotto i riflettori numerosi protagonisti della vicenda, compresi soggetti mai formalmente coinvolti nelle indagini.

La posizione di De Rensis

Quando la notizia della querela era emersa pubblicamente, Antonio De Rensis aveva commentato definendola “uno dei giorni più importanti dell’ultimo anno e mezzo”, sostenendo che un eventuale procedimento avrebbe consentito di chiarire molti aspetti della vicenda.

L’iscrizione nel registro degli indagati non implica alcuna responsabilità penale e rappresenta un atto dovuto per consentire agli inquirenti di svolgere gli accertamenti necessari. Sarà ora la Procura di Milano a valutare il contenuto delle dichiarazioni contestate e a stabilire se esistano elementi sufficienti per sostenere l’accusa oppure archiviare il procedimento.

Intanto il caso Garlasco continua ad allargarsi ben oltre il procedimento principale, coinvolgendo protagonisti, consulenti, giornalisti e legali in una serie di sviluppi che mantengono alta l’attenzione pubblica su una delle vicende giudiziarie più controverse della storia italiana recente.