Mio marito mi ha guardato con gli occhi sbarrati mentre la voce di mia suocera si alzava al telefono con lui. «Sei tu che hai lasciato tua moglie da sola con la bambina? » Ho stretto il pugno sul termos del caffè, il mio cappuccino da asporto già dimenticato. La sera prima, quando eravamo tornati, mia figlia aveva i capelli tinti e stirati e gli occhi rossi di pianto.

Mia suocera sorrideva come se avesse fatto un miracolo, non un delitto. Mi aveva detto che potevo lasciare mia figlia a lei mentre noi lavoravamo. E io le avevo creduto, perché volevo fidarmi. La settimana scorsa è stato il nostro primo compleanno.
Non so perché me l’ha detto mentre io piangevo in macchina. «Almeno ora i capelli sono lisci e decoro,» ha sussurrato. Ora sono a casa, con la mia bambina nei bracci, e qualcuno ha pubblicato una foto di mia figlia sui miei social. Quando apro il telefono, il primo post recita: «Ecco come ho sistemato questa piccola scimmietta».
Mia figlia ride nel sonno. Io non dormo. La lista dei miei parenti che hanno visto quella foto è lunga quanto un biglietto di un anno. Mia madre mi chiama, piangendo, e mi dice che hanno già fatto girare la foto su un gruppo di famiglia.
Mio marito dice che il problema è solo il mio carattere, non quella foto. La suocera ha perquisito la mia stanza, ha preso una ciocca di capelli di mia figlia e l’ha incollata in un album con la scritta «la mia bambina addomesticata». Ho trovato l’album in bagno. Ora mia figlia è mia, solo mia.
Ho preso una decisione. Chiamerò un avvocato per la denuncia. Ma quando guardo il telefono, vedo un’altra storia: qualcuno ha pubblicato una foto di mia suocera con le lacrime, dicendo che sono io la pazza che la tiene lontana dalla nipotina.


