La festa era perfetta: palloncini rosa, cupcake, risate. Mamma però aveva già quello sguardo, e quando Serena ha aperto le scarpine di lana ha mormorato: “È una madre single. Scommetto che non sa…

La festa era perfetta: palloncini rosa, cupcake, risate. Mamma però aveva già quello sguardo, e quando Serena ha aperto le scarpine di lana ha mormorato: “È una madre single. Scommetto che non sa...

Era la festa per il baby shower di mia sorella Serena. Palloncini rosa ovunque, cupcake alla vaniglia, rose fresche sparse sui tavoli. Lei era bellissima, con quel vestito color crema che abbracciava il suo pancione di otto mesi. Apriva i regali con gli occhi lucidi, e per un momento ho pensato che tutto sarebbe andato bene.

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Poi ho visto mia madre, Adriana, con quel suo sorriso beffardo stampato in faccia, le braccia incrociate sulla camicetta perfetta. Ho capito che stava per succedere qualcosa. Quando Serena ha aperto il pacchettino con le scarpine di lana, mia madre ha detto, con una leggerezza agghiacciante: “È una madre single. Scommetto che non sa nemmeno chi sia il padre della bambina.

Le mie mani hanno stretto il bordo della tovaglia. Serena è rimasta di ghiaccio. Zia Silvana, la sorella di mia madre, ha aggiunto ridacchiando: “Ma dai, si compra i regali da sola per fare la brava. ” E poi mia madre ha tirato fuori quella frase velenosa: “Non sa nemmeno chi sia il padre.

Ma guarda come ride, finta e spudorata. ”

Loro si sono messe a ridere. Serena ha tentato di sorridere, ma ho visto il suo mento tremare. Ha guardato il piccolo body rosa tra le mani e non ha detto una parola.

Ha solo abbassato lo sguardo e si è messa a sistemare la carta strappata. Io avrei voluto gridare, dirle di piantarla, ma sono rimasto lì, muto, con la rabbia in gola. Poi è entrato Lorenzo, il fidanzato di Serena, con un sorriso innocente. Mia madre gli si è avvicinata e ha detto: “Allora, quando arriva l’erede maschio?

” Lui ha riso imbarazzato, non capendo. Io guardavo Serena, che ora sorrideva a tutti, ma con gli occhi vuoti. Dopo un po’, Lorenzo si è chinato verso una ragazza sui vent’anni, bruna, e le ha sussurrato qualcosa all’orecchio. Le ha passato un braccio intorno alla vita, e lei ha ridacchiato.

Ho chiesto a mia madre chi fosse. “È sua cugina”, ha risposto con un’alzata di spalle. Ma il modo in cui la stringeva, il modo in cui lei giocava con i suoi capelli… non sembrava una cugina. A un certo punto la ragazza è andata in bagno e Lorenzo l’ha seguita dopo qualche minuto.

Serena non ha notato nulla, troppo impegnata a fingere di essere felice. Ma io ho visto la porta chiudersi, e il mio stomaco si è stretto. È passata mezz’ora. La ragazza è uscita, con il rossetto leggermente sbavato.

Lorenzo è uscito poco dopo, sistemandosi la camicia. Mia madre ha detto ad alta voce: “Oh, finalmente ecco la sposina! ” Serena si è girata e ha visto entrambi uscire dal corridoio. Per un secondo i suoi occhi si sono increspati, poi ha detto: “Dove eravate?

“Io? In giardino, a prendere un po’ d’aria”, ha mentito Lorenzo, senza battere ciglio. La ragazza ha aggiunto: “Sì, ero con lui, parlavamo di una cosa di famiglia. ”

Serena ha sorriso, ma quel sorriso non era vero.

Io lo conoscevo. Era lo stesso di quando da piccola nascondeva la paura. Mezz’ora dopo, Serena è uscita sul terrazzo. Io l’ho seguita.

Stava fissando il nulla, con le mani sul pancione. “Stai bene? ”, le ho chiesto. “Sì, tutto perfetto”, ha risposto, ma la voce era rotta.

Poi si è voltata e mi ha guardato: “Sai una cosa? Non voglio più feste. Mai più. ” Ha detto solo questo, ed è rientrata.

La festa è finita. Tutti sono andati via. Mia madre e zia Silvana hanno fatto commenti sull’“isteria delle future mamme” mentre uscivano. Lorenzo è rimasto in salotto, a guardare il telefono.

Serena è andata in camera da letto senza dire una parola. Quella notte non ho dormito. Ho sentito dei passi nel corridoio, la porta di casa aprirsi, e una voce maschile sussurrare al telefono: “No, tesoro, guarda, qui è tutto un incubo. Appena posso ti raggiungo, promesso.

” Ho sentito la voce di Lorenzo, mentre parlava con quella che probabilmente non era sua cugina. La mattina dopo, Serena mi ha chiamato con la voce strana. “Ti ricordi la ragazza di ieri, la cugina di Lorenzo? ” “Sì.

” “Beh, hai presente quel filo di seta che aveva al polso? Quello con la perla verde? ” “Sì. ” “L’ho trovato sotto il nostro letto, ieri sera.

Il telefono è rimasto muto per un lungo istante. Serena ha sospirato: “Io non so cosa fare. Ma non posso andare avanti finché non scoprirò la verità. ” Ha detto che sarebbe andata a parlare con quella ragazza, da sola.

Io ho provato a dissuaderla, ma lei ha detto solo: “Devo sapere. ”

Ora sono qui, tre giorni dopo la festa, a pensare a quella scena. Serena è andata davvero a cercare quella ragazza. Non mi ha detto cosa le ha detto, ha solo detto, con una calma fredda che non le conoscevo: “Ho deciso.

Non lo perdono. ” Ma non mi ha detto cosa ha intenzione di fare. Il fatto che la vedo ancora in giro per casa, con quel sorriso finto, mi fa pensare che forse sta preparando qualcosa. E la cosa peggiore è che mia madre, ancora oggi, dice che Serena sta esagerando, che deve fare finta di niente per il bene della bambina.

Ma io conosco mia sorella. Quando si chiude in silenzio così, non passa sopra a niente. Sta succedendo qualcosa di grosso, e non so come andrà a finire, ma sono sicuro che non sarà bello.