Paolo Crepet non le manda a dire: “Vi sembra normale che a 14 anni fosse da sola a…”

Paolo Crepet, noto psichiatra, ha lanciato un duro attacco contro la società contemporanea, accusandola di ignorare il degrado dei giovani. In un video recente, ha sollevato interrogativi inquietanti sulla libertà di accesso ai social media per i minori, evidenziando i pericoli che corrono i ragazzi di oggi.

La vicenda è emersa in seguito al tragico evento che ha coinvolto la giovane Martina, colpita in un luogo dove lei e il suo fidanzato, Alessio, si incontravano. Le indagini hanno rivelato frasi d’amore scritte dai due, un segno di una relazione profonda che però si è trasformata in un incubo.

Crepet non ha risparmiato critiche a chi consente ai ragazzi di uscire la notte, mettendo in discussione la responsabilità degli adulti. “Questa sera decine di migliaia di ragazzine di 13 anni usciranno a mezzanotte,” ha dichiarato, sottolineando l’assenza di regole chiare e di protezione.

Lo psichiatra ha puntato il dito contro i social network, definendoli una delle principali cause del degrado sociale. “A 11 anni, avere un profilo social è già un problema grave,” ha affermato, provocando un acceso dibattito sulla sicurezza online dei minori.

Il suo appello è chiaro: è tempo di affrontare la realtà e smettere di ignorare i segnali di allerta. La responsabilità non può ricadere solo sui giovani, ma anche su chi ha il compito di proteggerli.

😱 Crepet ci va giù pesante: "Vi sembra normale che a 14 anni era da sol...Altro...
Crepet ha chiesto un cambiamento radicale, invitando la società a riflettere sulle proprie scelte. La sua frustrazione è palpabile, e le sue parole risuonano come un campanello d’allarme per tutti noi.

In un momento in cui la sicurezza dei giovani è a rischio, la società deve prendere posizione. La questione non è solo personale, ma collettiva. È ora di agire e mettere in discussione le norme che regolano la vita dei nostri ragazzi.

L’intervento di Crepet ha scatenato un acceso dibattito in rete, con molti che si schierano dalla sua parte, mentre altri difendono la libertà dei giovani. La tensione è palpabile, e le opinioni si dividono. Chi avrà ragione?

La situazione è critica e richiede una risposta immediata. La protezione dei minori deve diventare una priorità per tutti, e non possiamo più permetterci di voltare lo sguardo dall’altra parte. La sicurezza dei nostri ragazzi è in gioco, e ogni minuto conta.