La nuova inchiesta della Procura di Pavia continua a ridisegnare il quadro del delitto di Chiara Poggi, riaprendo ipotesi, riletture e nuovi elementi tecnici.
🔴 Sempio al centro della nuova indagine
Secondo la Procura, il principale indagato del nuovo filone resta Andrea Sempio, ritenuto dagli inquirenti possibile autore dell’omicidio, in alternativa alla condanna definitiva di Alberto Stasi.
Tra gli elementi citati:
- una intercettazione ambientale del 2017 in cui Sempio, parlando da solo, dice frasi come
“È successo qualcosa quel giorno… alle nove e mezza”
→ per i pm sarebbe un possibile riferimento all’orario del delitto - il sospetto che alcuni suoi comportamenti e dichiarazioni possano essere letti come incoerenti con un alibi solido
- l’ipotesi che non abbia fornito una ricostruzione pienamente verificabile di quella giornata
🧬 Le impronte e il nuovo materiale su Stasi
Parallelamente emergono nuovi rilievi tecnici su Alberto Stasi, già condannato in via definitiva:
- individuata una terza impronta digitale sul dispenser del sapone in casa Poggi
- si tratterebbe del mignolo della mano destra
- conferma ulteriore di contatti già noti sulla scena del crimine
Gli esperti la classificano come “Impronta 3”, aggiungendosi alle due già note dell’anulare.
🧠 Le dichiarazioni di Stasi
Sentito nel 2025, Stasi ha ribadito che:
- Chiara non gli avrebbe mai parlato di “avance” o sospetti su Sempio
- non avrebbe riferito elementi utili a collegare terze persone al delitto
⚖️ Due linee investigative che si sovrappongono
Il quadro attuale mostra due direzioni parallele:
- condanna definitiva di Stasi, che resta valida e supportata da elementi già giudicati “gravi, precisi e concordanti”
- nuova indagine su Sempio, che tenta di rileggere indizi e testimonianze rimaste in ombra o rivalutate oggi con nuove tecnologie e consulenze
🧩 Il nodo centrale
Il punto critico che emerge è questo:
- per la Procura di Pavia, alcuni elementi potrebbero non essere compatibili con la vecchia ricostruzione
- per la difesa di Stasi e altri consulenti, invece, le nuove letture non scardinerebbero la sentenza definitiva
📌 In sintesi
Il caso Garlasco non è più solo un processo concluso, ma un intreccio di:
- nuove interpretazioni investigative
- vecchi elementi già giudicati
- consulenze tecniche in conflitto
- e una continua tensione tra “verità processuale” e “nuove ipotesi”

