«Ah, eccolo lì», ho detto, ma dentro di me qualcosa si era già rotto. Il cercapersone era sparito per ore, proprio mentre cucinavo, e io lo cercavo ovunque, con le mani sporche di pastella e il…

«Ah, eccolo lì», ho detto, ma dentro di me qualcosa si era già rotto. Il cercapersone era sparito per ore, proprio mentre cucinavo, e io lo cercavo ovunque, con le mani sporche di pastella e il...

Il cercapersone non c’era più. Doveva essere lì, lo sapeva, l’aveva preso e messo da qualche parte, ma adesso non c’era. Lo cercò ancora un po’, poi alzò gli occhi e si arrese. Haley Stevens, capo dello staff per il Presidente, una combattente provata per il Michigan, la voce della pubblicità continuava a ripetere le solite frasi.

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Is your roof leaking? Le chiacchiere in sottofondo si mischiavano al rumore della cucina. Era sangue? No, pomodoro.

Sembrava sangue, ma erano pomodori. Non avevo usato quel tagliere per il pesce, lo giuro, disse tra sé, indicando la macchia rossa sul bancone. La macchia sembrava brutta, troppo simile a sangue vero, quindi la pulì subito, con un panno umido, e la fece sparire. Il telefono non si caricava più.

Aveva perso il caricabatterie, il blocco di ricarica, tutto. Non trovava nessuno dei suoi caricabatterie. Continuava a cercare, aprendo cassetti e armadietti, finché non si rassegnò. Bisogna andare avanti.

Si attaccò alla presa con un cavo diverso, controllò la batteria, poi si mise a trafficare con la padella. Era ora di friggere il pesce. Aveva preparato una pastella, ma ne aveva fatta troppa, come sempre. Era un suo brutto vizio.

Beh, almeno stavolta proverò a non esagerare, mormorò. Aggiunse un po’ di farina all’acqua, o era acqua alla farina? Non se lo ricordava mai. Si grattò la testa e buttò dentro qualcosa, sperando che funzionasse.

Poi prese le uova. Ecco, quanti modi ci sono per dire uovo? In inglese egg, eppure continuava a ripetersi la domanda senza senso. Egg or egg?

Rise da solo. Ne ruppe uno in mano, per sbaglio, e il tuorlo gli colò tra le dita. Si pulì con un panno. Poi ne prese un altro e lo aggiunse alla ciotola.

C’era anche una buccia di limone, giusto per dare un tocco strano. Non serviva a niente, ma la buttò lo stesso. Poi il condimento cajun. Lo spolverò sulla pastella e starnutì.

Non è condimento se non starnutisci, disse. Già, il cajun era quello. Tirò fuori dal frigo un po’ di curry rosso, ma il barattolo era rimasto aperto e il contenuto era secco come un osso. Cercava quella roba da un po’ di tempo, che sfortuna.

Lo richiuse con rabbia e lo rimise a posto, poi rovesciò un’altra ciotola mentre cercava spazio. Questa casa non ha abbastanza spazio sul piano di lavoro. Non ne ha per niente. Mai avuto, almeno negli ultimi quindici anni.

Continuò a cucinare. La pastella era troppo densa. Aggiunse un goccio d’acqua. Ancora troppo densa.

Un altro goccio. Perfetto. Poi notò un capello nella ciotola. Non era un capello, forse una fibra.

Non importava. Lo tolse e andò avanti. La frittura era pronta. L’olio sfrigolava.

Mise i primi pezzi di pesce nella padella, ma uno si ruppe. Fa niente, si attacca, si aggiusterà da solo, si disse. Lo lasciò cuocere, lo rigirò, e i bocconcini diventarono dorati. Sembravano buoni.

La pastella era un po’ chiara, ma la carne dentro era perfetta. Il pesce non era viscido, perché lo lasciava in ammollo prima. Non sapeva nemmeno di pesce. Molto meno saporito di crappie e persico, ma andava bene così.

Intanto, dall’altra parte, il telefono acceso sullo sgabello mostrava la chat. La gente scriveva e lui rispondeva senza smettere di cucinare. “Ho perso il telefono nel fiume”, disse a chi chiedeva. “È caduto mentre facevamo tubing.

È morto. Ma ne ho preso uno nuovo per cinquanta dollari, un affare. Il vecchio ha fatto il suo dovere, ha fatto centinaia di ore di streaming. ”

Qualcuno in chat disse: “Ho perso anche io il telefono in un fiume, mentre facevamo tubing con Fairy e Irish.

” E lui rise. “Ah, è il modo giusto per perderlo. ”

Poi aggiunse: “Non sapevo che li conoscessi davvero. Pensavo fossi un bot.

L’altro rispose: “Ci siamo incontrati su Twitch, ma abitiamo a quattro ore di distanza, quindi ora siamo amici nella vita reale. ”

“Ah, bene. Ci sono alcuni streamer in Michigan, ma non molti. ”

“Sì, esatto.

Ho smesso di fare streaming da un po’. ”

“Anch’io. È facile smettere, difficile continuare. ”

“Esatto.

So com’è. ”

“E irlandese che fine ha fatto? Non streamma da secoli. ”

“Irish non ha mai streammato davvero.

“Io ho streammato una volta, tanto tempo fa. ”

“Dovresti streammare di nuovo. ”

“Tutti quelli che mi guardano sono streamer. Non so perché, succede da anni.

“Forse perché anche tu sei uno streamer. ”

“Ehi, c’è un bot qui che si chiama come me. ”

“No, io sono una persona vera. Streammo voli in paramotore.

“Dove? Andoto? Ah, penso di averti trovato. ”

“Sì, magari ci vediamo lì.

“Sarebbe divertente. Ho sempre voluto provarlo. ”

“Che bello, il rock che suona là fuori. ”

“Stavo pensando di andare ad American Samoa per una vacanza.

“Sarebbe spettacolare. ”

“Dovremmo tutti streammare insieme, una volta. ”

“Sì, ma niente piselli fuori, credo che sia disapprovato. ”

“Meglio non farlo.

“Dovremmo farlo tutti dalla stessa stanza. Sarebbe fantastico. ”

“Non ho mai streammato con nessuno, a parte mio cugino qualche giorno fa. Era la prima volta.

È venuto qui, normalmente. ”

A un certo punto gli arrivò una notifica di Stream Elements, e lui alzò gli occhi al cielo. “Pensavo di averla silenziata”, mormorò. “Quando ero giovane e ottimista, credevo che quelle cose funzionassero.

” Rise. “Beh, almeno funziona, quindi va bene. ”

Poi andò a cercare delle tortillas. Ne aveva una sola.

Una sola. Aprì l’armadietto, rovistò tra scatole e sacchetti, ma niente. Non c’erano altre tortillas. “Non sto facendo sul serio”, disse.

“Ho una sola tortilla. Devo usare la pressa per tortillas. L’ho usata una volta in vita mia, pensavo di usarla molto di più. ” Scosse la testa.

“Beh, almeno ne ho una. La farò bella grande. ”

La mise sulla pressa, la schiacciò, e mentre la cuoceva nella padella asciutta, disse: “Le migliori intenzioni. Metà dell’inferno è lastricata di buone intenzioni, no?

L’olio per friggere era ormai sporco, ma continuò lo stesso. Non voleva sprecare altro. Friggeva, rigirava, e ogni tanto il pesce non voleva uscire dall’olio. Lo prese con la schiumarola e lo adagiò sulla carta assorbente.

Un altro pezzo si ruppe, ma pazienza. L’importante era che fosse cotto. “Che buoni questi bocconcini dorati”, disse. “Sembrano deliziosi.

Mentre il pesce si freddava, guardò i pesci crudi che ancora lo aspettavano nell’acqua. “Mi guardano tristi, morti nel lavandino. Le carcasse le salvo, le do ai gatti randagi del vicinato. Oppure le congelo.

A volte le seppellisco. È un vecchio trucco dei nativi, usarle come fertilizzante. ”

“Adesso vado a pescare gamberi”, disse, come se fosse la cosa più normale del mondo. “Prima o poi.

Riprese in mano il telefono. “Questa batteria è davvero buona. L’altro telefono era ormai alla fine, aveva fatto almeno cinquecento ore di streaming. Ha servito bene.

Ha fatto il suo dovere. ”

Qualcuno in chat chiese: “Dove siete stati, Fairy e Irish? Non streammate da secoli. ”

“Lui è in Polonia, o qualcosa del genere.

“Non è stagione di fuochi, vero? ”

“No, non è stagione. ”

“L’altro streamer del Michigan, Sidney di Cocoa, stava facendo un fuoco stamattina alle dieci. Faceva cento gradi fuori, e io pensavo: ma cosa diavolo sta facendo?

“Ehi, questo telefono mostra la temperatura interna e la durata della batteria. Non mostra la percentuale, però. Solo la barra. ”

“Beh, va bene.

Poi si accorse che gli era caduto di nuovo qualcosa. “Oddio, di nuovo. Non esce dall’olio. ”

Prese l’ultimo pezzo di pesce, lo mise da parte, e tirò fuori le cipolle.

Tritò una cipolla e la mescolò al pesce. “Cipolla nel pesce. Sì. ”

“Mmm, sapete cosa è buono davvero?

La coda di alligatore fritta. L’ho mangiata un paio di volte. L’ho cucinata anch’io, al vapore. ”

Guardò i bocconcini.

“Non arriveranno nemmeno al taco, a questo ritmo. ”

Ma c’era ancora la tortilla. Ne avrebbe fatto uno solo, un taco enorme. Prese una ciotola e ci mise dentro del formaggio cotija.

Ne uscì una quantità assurda. “Non volevo metterne così tanto. Va bene lo stesso, no? Sì, è mucho.

Eccellente. Andiamo avanti. ”

“Il pomodoro? Sì, sul taco di pesce ci sta.

Ci sta sicuramente. ”

Affettò il pomodoro, ma era troppo maturo e si sfaldava. Lo schiacciò sulla tortilla e sopra ci mise il pesce fritto. “Ben sistemato.

Perfetto. ”

“Ah, ho dimenticato i fagioli. E anche l’avocado. Credevo di avere un avocado.

No, non è avocado. ”

Guardò il taco con soddisfazione. “Le mie unghie sono diventate lunghe la settimana scorsa. Guardate che belle.

Oddio, le mie unghie corte mi stanno tradendo. ”

Prese il taco con entrambe le mani, lo avvicinò alla bocca e addentò. Si mise in bocca un pezzo di pesce dorato, formaggio, pomodoro e una puntina di salsa. Masticò.

“Mmm. Buono. ”

Poi il cercapersone ricominciò a lampeggiare dall’altro lato della stanza, e lui alzò lo sguardo. Rise tra sé.

Lo aveva lasciato lì, tutto il tempo. Sul mobiletto, nascosto dietro una pila di piatti. “Ah, eccolo lì”, disse. “Proprio dove l’avevo lasciato.

Come sempre. ”

E continuò a mangiare il suo taco, con il cercapersone che lampeggiava in sottofondo.