Famiglia nel bosco: “Mamma Catherine è crollata, non l’avevo mai vista così.”

Una situazione drammatica si sta svolgendo a L’Aquila, dove Katherine Birmingham è scoppiata in lacrime dopo la terza valutazione psicologica disposta dal tribunale per i minorenni. La donna, attualmente in una casa famiglia con i suoi tre figli, ha espresso profonda preoccupazione per il loro benessere e la sua incapacità di proteggerli.

Dopo un’ora e mezza di accertamenti presso il centro di psicologia, Katherine ha lasciato il palazzo Manieri visibilmente scossa. Prima di entrare, aveva dichiarato di sentirsi “stanca”, mentre all’uscita ha rivelato di sentirsi “molto male”. La sua ansia è palpabile, soprattutto per la paura di non riuscire a garantire la sicurezza dei bambini durante la notte.

La valutazione psicodiagnostica è stata condotta da una psicologa incaricata dal tribunale, utilizzando test clinici e prove proiettive, incluso il disegno della famiglia. Katherine ha rivelato di avere incubi ricorrenti riguardanti il figlio più piccolo, un segnale preoccupante della sua attuale condizione mentale.

Attualmente, la donna e i suoi figli vivono in una casa famiglia a Vasto, dove sono stati trasferiti dopo il provvedimento di allontanamento emesso il 20 novembre 2025. Dopo 85 giorni in questa situazione, Katherine ha descritto il suo soggiorno come un’esperienza di grande sofferenza.

Famiglia nel bosco, mamma Catherine trasferita in un'altra struttura
A sostenerla in questo momento difficile sono arrivati dall’Australia la madre Pauline e la sorella Rachael, offrendo supporto emotivo in un periodo di grande stress. I bambini, nel frattempo, mostrano segni di ansia, come il mordere le dita, un comportamento preoccupante per la loro salute psicologica.

La psicologa della difesa, Martina Iello, ha descritto la situazione come un quadro di sofferenza significativo legato alla separazione familiare. Il tribunale continua a monitorare il caso, con decisioni attese in merito alla custodia e al benessere dei bambini.

La comunità è in attesa di sapere se il tribunale deciderà di intervenire ulteriormente con misure restrittive o se privilegerà il mantenimento dell’unità familiare. Questo caso solleva interrogativi cruciali sulla protezione dei minori e sul diritto delle famiglie di rimanere unite. La discussione è aperta: cosa ne pensate?