Milano, 5 maggio 2026 – Sono state ascoltate oggi dagli investigatori Stefania e Paola Cappa, cugine di Chiara Poggi, assassinata a Garlasco il 13 agosto 2007. Si tratta della prima audizione in qualità di testimoni nell’ambito del nuovo filone d’inchiesta sul delitto che vede Andrea Sempio al centro delle indagini. Le due donne sono arrivate in momenti separati alla caserma dei Carabinieri di via Vincenzo Monti a Milano ed entrambe sono rimaste a colloquio per circa due ore e mezza ciascuna, rispondendo alle domande degli investigatori senza la presenza di magistrati e difensori.
Secondo quanto riferito dai legali, le audizioni sono state brevi e concentrate su pochi temi specifici, con domande mirate utili a ricostruire il contesto della vita di Chiara Poggi nei giorni precedenti all’omicidio. Gli avvocati delle due sorelle hanno parlato di un “spirito collaborativo” e di una deposizione svolta nel rispetto dell’autorità inquirente, sottolineando come le informazioni fornite siano state sommarie ma coerenti con le richieste degli investigatori.
L’audizione delle gemelle Cappa si inserisce in una fase avanzata della nuova indagine della Procura di Pavia, che nei prossimi giorni ascolterà anche Marco Poggi, fratello della vittima, mentre Andrea Sempio – unico indagato nel nuovo filone – ha già annunciato che si avvarrà della facoltà di non rispondere. Gli atti raccolti in questi giorni vengono considerati preliminari alla possibile chiusura delle indagini e alla successiva valutazione di una richiesta di rinvio a giudizio.
Le due testimonianze vengono considerate dagli inquirenti come elementi utili a chiarire eventuali rapporti personali, dinamiche di frequentazione e possibili piste investigative già emerse nei primi mesi successivi al delitto. In particolare, gli investigatori avrebbero posto domande circoscritte su conoscenze, contatti e possibili confidenze relative alla vita della giovane nei giorni precedenti alla morte.
Nel frattempo, il confronto giudiziario sul caso Garlasco resta aperto anche sul piano processuale più ampio. Solo dopo la chiusura delle nuove indagini su Sempio, infatti, la Procura potrà trasmettere gli atti alla Procura generale, che sarà eventualmente chiamata a valutare i presupposti per una richiesta di revisione della condanna definitiva di Alberto Stasi.
Mentre gli investigatori proseguono con interrogatori e acquisizioni documentali, il caso continua a mantenere alta l’attenzione mediatica e pubblica. A quasi vent’anni dai fatti, ogni nuovo atto istruttorio viene letto come un possibile tassello in grado di riaprire o confermare definitivamente uno dei casi giudiziari più complessi della cronaca italiana recente.


